La pratica di Carola Castagna si sviluppa come un’indagine intima sul volto femminile, inteso come luogo di trasformazione, memoria e identità in continua evoluzione.
La sua ricerca si muove in uno spazio di continua esplorazione, dove l’argilla diventa linguaggio vivo e il volto femminile si fa interpretazione poetica dell’identità.
Le sue donne, profondamente multietniche, nascono da una visione aperta e contemporanea della femminilità, in cui identità e appartenenza si intrecciano e si dissolvono in forme nuove, nutrite dalle suggestioni raccolte durante viaggi in paesi esotici, dove i lineamenti, culture e presenze si fondono in una memoria visiva che riaffiora nella materia e prende corpo nella scultura.
Il suo linguaggio scultoreo si nutre di una ricerca anatomica rigorosa e di suggestioni visive provenienti da mondi differenti: le tradizioni del modellato francese, le texture dei kimono giapponesi, i motivi floreali e le armonie naturali dei tessuti. Anche la musica accompagna il processo creativo, diventando ritmo emotivo e spazio interiore del gesto.
Il momento più vivo del suo lavoro è la nascita del volto: una forma che emerge da un dettaglio minimo – uno sguardo, un tratto, un accenno – e si sviluppa in modo istintivo e fluido, seguendo un tempo interiore fatto di ascolto, silenzio e presenza.
La cottura rappresenta un passaggio cruciale: un’aura di mistero aleggia nell’attesa di aprire la porta del forno, momento sospeso in cui la materia si trasforma e l’opera si rivela, spesso con esiti imprevedibili.
