Nelle opere di Carola Castagna varie tipologie di terre e argille si combinano con materie di diversa natura, dai colori agli smalti, ai vetri ai metalli. Dare forma alla materia diviene il
principio generatore delle innumerevoli donne che animano l’immaginario femminile dell’artista. Quali liriche materializzazioni di sentimenti, sguardi e atteggiamenti, la serie di volti
esprime la varietà delle fisionomie dovuta alla continua rielaborazione dei tratti somatici capace di rievocare la pluralità delle etnie. Spesso l’espressivo modellato dei volti essenziali e
tribali si accompagna all’originale articolarsi delle capigliature, dei copricapo che rendono le
opere ricercate e raffinate. A esprimere il “piacere del modellare” contribuiscono diversi tipi di argilla, materia plastica malleabile pronta a ricevere la forma per poi essere fissata e rigenerata attraverso l’imprevedibile processo della cottura ad alta temperatura. Il grès e il galestro con la loro natura, le efflorescenze e le colorazioni caratteristiche vengono esaltati lasciando trasparire la patina opaca quale peculiarità e valore estetico dell’opera stessa. Le irregolarità naturali e la ruvidezza della materia conferiscono un aspetto originario e contemporaneamente raffinato alle figure. Nella produzione recente, la pura materia si combina con smalti e inserti metallici, esprimendo la ricerca di un ideale di bellezza basato sul calibrato equilibrio tra “natura e artificio”. Tra le delicatissime pieghe dei copricapo o nelle plastiche capigliature in argilla emergono preziosi elementi e note di colore: le tonalità opache dell’ingobbio contrastano con la superficie lucida degli smalti, così come le efflorescenze saline naturali delle terre si contrappongono alla preziosità degli inserti in metallo. I gioielli come le delicate foglie di rame non sono concepiti come semplici decori e, nell’attento studio dell’armonia, divengono parte integrante dell’opera plastica.
Prof.ssa Roberta Gubitosi - Curatrice e storica dell’arte